Elezioni e faccia tosta

Creato: Mercoledì, 21 Marzo 2007
Le fandonie e la « facia da tola », con una bella espressione presa dal nostro dialetto, sono tornate regolarmente in auge in vista delle elezioni. Non fa purtroppo più notizia citare Marina Masoni che candidamente continua a ritenere che grazie a lei i ticinesi stanno meglio di 10 anni or sono, quando è vero il contrario, o Marco Borradori che vuole far credere di aver migliorato le condizioni dell’aria e dell’ambiente in Ticino, quando complessivamente ha fatto esattamente il contrario, tra l’altro esautorando chi, come Mario Camani, cercava invece di fare proprio questo nel suo Dipartimento.
Ma anche nuovi candidati non sono da meno. Ieri ho ricevuto un invito personale (“Caro Luca”, che rasenta la provocazione) dall’architetto Sergio Cattaneo, con una richiesta di sostegno alla sua candidatura. Ricordo che lo scorso 29 maggio 2006, lo stesso architetto, mettendo tutti davanti al fatto compiuto, aveva provveduto all’immediato taglio di un sanissimo e maestoso faggio (contenuto nella lista comunale degli alberi protetti), prima ancora della formale crescita in giudicato della relativa licenza edilizia e senza notificare l’inizio dei lavori (fatti che il Municipio di Bellinzona ha giudicato solo come “lievi vizi formali”, non sanzionabili). E ciò per non entrare nemmeno nel merito di un’eventuale possibile accordo che avevo ricercato personalmente per salvarlo, nonostante la sua esplicita promessa di esaminarlo.
Da notare che i lavori per la costruzione della palazzina per i quali era urgente ed indispensabile il taglio del faggio, non sono tuttora iniziati e sembrano definitivamente sospesi.
Nella sua presentazione l’architetto Cattaneo sottolinea tra l’altro anche il suo impegno “nelle Commissioni Bellezze naturali”, il cui compito mi sembra sia quello di preavvisare anche i progetti di costruzione come i suoi, oltre a salvaguardare la natura, come il faggio in questione.
Forse il solito controllore che controlla sé stesso?
Non parliamo poi dei mandati plurimilionari di cui si vanta, come quello per il restauro di Santa Maria delle Grazie, che ha ricevuto probabilmente grazie agli importanti intrallazzi politici di cui il suo partito, il PLR, è sicuramente un pioniere. Il cittadino medio che con sacrificio ha versato il suo obolo per la ricostruzione della chiesa non si immaginava certo che alcuni milioni finissero sui conti dello Studio dell’architetto.
La sua affermazione infine che “con grandi fatiche ho cercato di essere coerente”, tra l’altro anche “con la pianificazione del territorio, occasione per valorizzare il nostro paesaggio con tutti i suoi contenuti di valore”, merita una segnalazione ai lettori.
La faccia tosta non ha quindi limiti e gli esempi citati non sono certo l’eccezione. Purtroppo il cittadino elettore, che forse non conosce molte situazioni nei loro dettagli ed è anche lui parzialmente legato da interessi clientelari, sembrerebbe non volere che le cose cambino veramente.
E sì che le valide alternative non mancano come i Verdi e, anche su altre liste, candidati più indipendenti, al di fuori delle logiche d’interesse e clientelari, più trasparenti e coerenti con la loro azione.
Speriamo che gli elettori li sappiano scoprire!

Luca Buzzi, candidato indipendente al Gran Consiglio sulla lista dei Verdi
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