Radio di regime

Creato: Sabato, 30 Aprile 2005
Una volta di più la Rete 1 della RTSI si è distinta come diligente radio di regime.
Di solito un paio di mesi prima di elezioni opera un divieto di antenna per tutti coloro che ne sono coinvolti, indipendentemente dal fatto che l’eventuale intervista concerna argomenti in discussione o legati all’elezione.
A due settimane dalla votazione dell’8 maggio ( e con le urne “aperte” per chi già vota per corrispondenza), che vede il Governo combattere con tutti i mezzi (leciti ed illeciti) l’iniziativa “I soldi ci sono!”, la Rete 1 ha invece offerto ad ognuno dei 5 Consiglieri di Stato quasi un’ora di antenna.
Mascherandola subdolamente come “bilancio di metà legislatura” (che si poteva benissimo rinviare a dopo l’8 maggio), e nonostante le divagazioni su altri problemi e qualche domanda anche di contrapposizione, provocatoria, ironica o personale, è evidente che i temi principali che aleggiavano nelle trasmissioni erano le finanze, gli sgravi fiscali, le spese dello Stato, i problemi delle aziende ... e la votazione dell’8 maggio più volte citata.
La RTSI ha così permesso, perlomeno ad alcuni Consiglieri di Stato, di sferrare attacchi aperti contro l’iniziativa in questione, senza possibilità di replica: una vera e propria scandalosa propaganda unilaterale!
Con notevole faccia tosta il conduttore ha addirittura affermato che sul tema dell’iniziativa la RTSI si mantiene equidistante. Come lui e i dirigenti dell’azienda misurino queste “distanze” è difficile da capire, sicuramente non con delle unità di misura del Sistema internazionale, che pure dovrebbe aver imparato sin dalla prima elementare.
Per fortuna non tutti i cittadini sono allocchi e sprovveduti; c’è almeno da augurarsi che di fronte a simili azioni smaccatamente antidemocratiche l’elettore sia ancora più convinto di votare Sì all’iniziativa “I soldi ci sono” il prossimo fine settimana.
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