Nuovo acquedotto intercomunale

Creato: Lunedì, 17 Marzo 2008
Seduta CC del 17.03.08: MMN 3273

Già nel marzo 2004 al momento dell’approvazione del credito di progettazione (tra l’altro anche allora nell’ultima seduta prima delle elezioni!), Bellinzona vivibile non essendo ancora rappresentata in questo consesso, aveva apertamente espresso le sue perplessità al Municipio ed al Consiglio comunale di allora. Dopo 4 anni e di fronte al progetto ulteriormente ampliato, le nostre perplessità non sono per nulla cambiate.

Il messaggio afferma che “praticamente tutti i casi di non potabilità dell’acqua riscontrati in Ticino negli ultimi anni riguardavano esclusivamente acque sorgive, mentre le acque prelevate dal sottosuolo sono sempre state copiose e di ottima qualità”, volutamente dimenticando invece che l’unico grosso problema incontrato con l’acqua a Bellinzona negli ultimi anni è stato l’inquinamento della falda a seguito di fuoriuscita di sostanze chimiche da una lavanderia. Per oltre un anno le autorità comunali non avevano nemmeno avvisato la cittadinanza del pericolo e hanno lasciato bere a tutti, compresi i neonati, l’acqua inquinata, minimizzando poi le possibili conseguenze negative.

Secondo noi nella scelta dei nuovi pozzi di captazione non sono state sufficientemente valutate tutte le possibili fonti di rischio. I futuri pozzi verrebbero infatti ubicati in prossimità dell’autostrada, grossa fonte d’inquinamento e possibile causa d’incidenti in costante aumento, a valle di uno dei siti più inquinati del Cantone (la ex-Petrolchimica di Preonzo) e parzialmente nel sedime dell’ex stand di tiro, altro sito contaminato nel catasto cantonale.
L’affermazione che le regolari analisi degli ultimi 20 anni hanno sempre dato esito positivo non garantisce certo per il futuro, perché da una parte la penetrazione degli inquinanti chimici nel terreno è molto lenta e verrà comunque favorita al momento degli scavi e dall’altra il prelievo di grandi quantità d’acqua risucchierà acqua dalle zone circostanti, innanzitutto evidentemente da quella a monte.
Il progetto prevede solo la deacidificazione dell’acqua ed il trattamento antibatterico ai raggi ultravioletti, ma nessuna particolare misura contro eventuali inquinanti chimici.
Come nel caso dell’aria, anche per l’acqua non si conoscono completamente i possibili effetti negativi di un consumo prolungato di inquinanti chimici anche se in quantità inferiori ai limiti fissati dalle ordinanze federali, per cui il principio di precauzione dovrebbe essere d’obbligo.

Inoltre il grosso investimento per la captazione di Gnosca, con la conseguente necessità di ammortizzare la spesa, arrischia di portare in futuro al mancato rinnovamento delle fonti sorgive, anche negli altri Comuni interessati dal progetto, a scapito quindi dell’importante diversificazione delle fonti.
Questo possibile progressivo abbandono comporterebbe inoltre l’impossibilità di eventualmente produrre energia con delle micro-centrali, sfruttando la caduta dell’acqua, e l’aumento invece dei consumi per il pompaggio.
Giubiasco voleva fare una scelta diversa e le è stato finora impedito dal ricorso della nostra città e dalla decisione del Cantone. Ci sembra quindi perlomeno comprensibile la sua non partecipazione al progetto e ci sembrano invece inaccettabili (ed anche un po’ ipocrite) le affermazioni al proposito contenute nel messaggio, nel rapporto della Commissione della gestione e nell’intervento del suo relatore. Se si vuole veramente collaborare con qualcuno non si può semplicemente imporgli le proprie scelte.

Infine la liberazione della zona dello Stadio dai vincoli per la presenza delle attuali stazioni di pompaggio servirebbe solo a liberare la coscienza di chi per decenni ha tollerato e continuerà a tollerare nei prossimi anni il posteggio illegale dietro l’ex stallone ed a scatenare gli appetiti della speculazione edilizia, già emersi recentemente con evidenza in alcune decisioni prese da questo Consiglio comunale.

Ci sembra quindi che ci siano sufficienti motivi per bocciare questo messaggio ed invitiamo i colleghi a riflettere seriamente sulle nostre osservazioni.

Luca Buzzi
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