Lanciato il referendum per salvare il porfido

Creato: Domenica, 20 Giugno 2010

Lunedì 31 maggio il Consiglio comunale di Bellinzona ha approvato un credito di quasi 6 milioni di franchi per lavori di sistemazione che prevedono tra l’altro di eliminare la pavimentazione in dadi di porfido da Piazza Collegiata e Viale Stazione. Contro questa decisione è stato lanciato il referendum, dai cittadini sconcertati dal mancato rispetto della volontà popolare.

 

In effetti già nel 2003 la stragrande maggioranza (75%) dei cittadini di Bellinzona si era espressa chiaramente a favore del mantenimento dei dadi di porfido rosso e contro la pavimentazione in granito grigio. Purtroppo Municipio e Consiglio comunale non hanno voluto rispettare la loro volontà, un vero e proprio affronto nei confronti dei propri concittadini che li hanno eletti.

 

Il porfido rosso è una pietra pregiata e molto apprezzata, che non per nulla dall’inizio del Novecento fu introdotta un po’ in tutta la nostra regione per la pavimentazione di viali e strade cittadine, piazzali pubblici, sagrati, ecc. per il tocco di colore vivace ch’essa donava ai luoghi. A Bellinzona in special modo la pavimentazione di porfido offre un gradevole contrasto con le facciate di pietra grigia della Collegiata e con quelle in varie sfumature giallognole o grigie degli altri palazzi storici di Piazza Collegiata e di Viale Stazione. Si tratta anche di una pietra assai resistente, tant’è vero che la pavimentazione del Viale Stazione non è stata significativamente scalfita dall’usura del tempo, benché per numerosi anni ha dovuto sopportare un traffico automobilistico e anche un traffico pesante molto intenso (e nella parte alta di Viale Stazione lo sopporta tuttora). Paradossalmente sono infatti maggiormente usurati i marciapiedi in granito della parte bassa del viale, che non la parte centrale in porfido.

 

D’altra parte in una situazione non certo florida per le finanze comunali, la maggior parte della sistemazione prevista comporterebbe uno spreco inutile di risorse pubbliche.

Evidentemente il comitato è favorevole a una manutenzione regolare delle strade oggetto del referendum, in particolare ad una sistemazione minima del Viale Stazione (con l’eventuale completazione delle alberature per renderlo più vivibile), e ad ogni intervento alle sottostrutture che si rendesse effettivamente necessario. Chiede però che, al termine dei lavori, i dadi di porfido posati nel 1928, caratteristica della nostra città, vengano rimessi al loro posto.

Il comitato referendario chiede inoltre alle autorità di non calpestare anche in futuro la volontà popolare.

 

La raccolta delle firme inizierà questa settimana, in particolare con le bancarelle previste davanti ai seggi venerdì 11 dalle 17.00 alle 19.00 e domenica 13 dalle 9.00 alle 12.00 (si vota su Pratocarasso) e sabato 12 al mercato cittadino.

Il formulario delle firme può anche essere scaricato dal sito www.salviamoilporfido.ch

 

Promotore del Referendum è il Comitato di cittadini "Salviamo il porfido", che si sta costituendo in questi giorni. Per ora hanno aderito Evelina Baranzini, Luca Buzzi, Giovanni Martignoni, Paolo Camillo Minotti, Reto Nai, Nicoletta Peduzzi, don Pierangelo Regazzi, Lauro Rossi, Sergio Savoia, Nadia Solari, Giorgio Soldini, Franco Tognola, Michel Venturelli e Dario Zanetti. 

L'adesione è aperta a tutti i cittadini ed avviene esclusivamente a titolo personale.

Chi desidera partecipare alla raccolta delle firme e/o aderire al Comitato può scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Per ulteriori informazioni: Luca Buzzi, tel. 091 825 45 77

Risposta al municipio

Creato: Giovedì, 17 Giugno 2010

Gentile signora, egregi signori municipali,

 

Il Comitato “Salviamo il porfido” ha preso atto con stupore del vostro “desiderio di incontrare i promotori del referendum contro il credito per la sistemazione di Piazza Collegiata / Viale Stazione per verificare la proponibilità di un accordo fra le parti”.

Un eventuale incontro di questo tipo non solo è contrario alle leggi in vigore, ma può essere visto come l’ennesimo tentativo di mettere un bavaglio ai cittadini ed ai loro legittimi diritti, quindi non certo nell’interesse pubblico, ma per puro opportunismo politico.

 

Il Municipio, al momento della preparazione e approvazione del Messaggio era perfettamente al corrente dell’opinione dei cittadini espressa in modo inequivocabile 6 anni fa ed ha voluto ugualmente presentare il progetto, operando una vera e propria provocazione nei loro confronti.

Il tentativo di compromesso operato dal consigliere comunale Luca Buzzi, sia scrivendo direttamente alle Commissioni, che poi con la proposta concreta di rinvio del Messaggio al Municipio formulata nel plenum del Consiglio comunale, è stato bocciato con estrema superficialità dalla grande maggioranza del Consiglio comunale, che ha invece approvato il Messaggio stesso.

A questo momento per fermare questo progetto restano aperte solo due strade: il voto popolare (attraverso la raccolta di firme per il referendum) e/o un ricorso al Consiglio di Stato.

 

Un’eventuale sospensione della raccolta delle firme (non esiste infatti la possibilità di ritiro di un referendum dopo la sua consegna, come invece capita per le iniziative) o la rinuncia a presentare ricorso entro i termini previsti dalla legge, obbligherebbe il Municipio (organo esecutivo) ad eseguire pedissequamente la decisione del Consiglio comunale appena la stessa sia cresciuta in giudicato.

D’altra parte un’eventuale revoca di una decisione del Consiglio comunale potrebbe essere adottata solo per validi motivi (che comunque in questo caso certamente non esistono, visto che tutti erano ampiamente a conoscenza dei contenuti e delle possibili conseguenze della loro decisione) e prima che la stessa sia cresciuta in giudicato, quindi entro il termine referendario del 15 luglio. Solo la riuscita del referendum potrebbe eventualmente procrastinare questo termine.

Meraviglia quindi che il Municipio (dove siedono ben tre giuristi, sostenuti da diversi funzionari con questa formazione) non sappia queste cose e denoti una volta di più improvvisazione e poca professionalità.

 

Per i motivi elencati il Comitato “Salviamo il porfido” non può dar seguito al vostro invito e continuerà la raccolta attiva delle firme per una rapida consegna delle stesse, per permettere ai cittadini di Bellinzona di potersi ripronunciare in merito a questa sistemazione del Centro storico.

D’altra parte il Comitato invita il Municipio a dimostrare più tempestivamente in futuro un’effettiva disponibilità al dialogo e ad una maggiore considerazione dell’opinione dei cittadini.

Cordiali saluti.

Per il Comitato “Salviamo il porfido” all’unanimità:                                          Luca Buzzi

Referendum contro l'urbanizzazione di Pratocarasso

Creato: Sabato, 13 Febbraio 2010

Bellinzona Vivibile e i Verdi hanno deciso di lanciare il referendum contro l’urbanizzazione di Pratocarasso. In questo modo si intende dare alla popolazione bellinzonese la possibilità di decidere in prima persona della destinazione di un’importante comparto cittadino.

I motivi che spingono Bellinzona Vivibile e i Verdi ad opporsi alla decisione del Consiglio comunale sono da cercare nella necessità di un’impostazione dell’urbanizzazione cittadina che tenga conto di un uso parsimonioso del territorio e delle risorse e dall’altra nell’inutilità del progetto che non rappresenta una priorità per Bellinzona.

Da decenni il numero degli abitanti della nostra città è stabile (attorno ai 17'000 abitanti). Inoltre la disponibilità di terreno edificabile è di gran lunga superiore ai bisogni: oggi ci sono ancora nella nostra città ben 110’000 m2 di terreno edificabile non ancora edificato, cioè più di quanto se ne vorrebbe aprire nel nuovo comparto di Pratocarasso. Si tratta di un quantitativo abbondantemente sufficiente per un’eventuale crescita sostenibile del numero di abitanti nei prossimi decenni.

Se poi consideriamo che molti dei terreni già edificati lo sono in misura inferiore alle loro possibilità ci si rende conto come si possa e si debba tendere ad una maggiore densità abitativa in vicinanza del centro piuttosto che aprire nuove zone discoste.

D’altra parte i diversi importanti ed urgenti progetti che la città ha intrapreso (in particolare Casa Anziani, Centro MEP, passerella di Galbisio, parchi gioco, …) o che dovrebbe urgentemente intraprendere (potenziamento dei mezzi pubblici, ciclopiste e traffico lento), esigono di non disperdere le già poche risorse disponibili in progetti non prioritari.

Ma soprattutto Bellinzona Vivibile e i Verdi sono convinti che un progetto di questa importanza, che potrebbe condizionare il futuro della nostra città necessita di un dibattito pubblico e di una decisione dell’intera popolazione e non solo del ristretto gremio del Consiglio comunale.

Formulario per la raccolta delle firme