Partenariato della città con l’IRB

Creato: Lunedì, 17 Marzo 2008

Intervento nel Consiglio comunale del 17.03.08

L’enfasi e l’entusiasmo contenuti nel messaggio, nel rapporto della Commissione della gestione e negli interventi di chi mi ha preceduto, mi sembrano perlomeno eccessivi, se non addirittura fuori posto e necessitano almeno di una voce fuori dal coro.


Per il semplice e supposto prestigio dell’IRB la città, o meglio il suo Municipio:
• Ha già investito ed intende investire ingenti capitali.
• Ha derogato in modo importante alle norme di PR ed ha fatto finta di non vedere usi illegali di edifici abitativi, quando invece al singolo cittadino non si concede nemmeno un’autorizzazione per la posa di una tettoia per le biciclette.
• Ipotizza addirittura la concessione in usufrutto di parte dell’ex-campo militare (impedendo di fatto definitivamente la realizzazione di un parco), nonostante che ben 3230 cittadini ne abbiano chiesto ben altra destinazione.
• Continua a parlare di grosse sinergie, ad esempio con i laboratori cantonali e con l’Istituto patologico, finora tutt’altro che una realtà.
• Già sogna addirittura la facoltà universitaria in biomedicina.

Nel frattempo però tralascia e dimentica i veri bisogni di tutti i cittadini e dell’ambiente, dall’anziano che non trova un posto nemmeno per un soggiorno temporaneo che permetta ai propri cari un attimo di tregua, fino ai giovani che attendono strutture per loro adeguate come potrebbe essere anche solo uno skatepark o un animatore di strada, dalle energie rinnovabili dimenticate totalmente dal Municipio ai mezzi pubblici ancora in uno stato catastrofico.
Senza contare che c’è chi invece ha ben fiutato il pozzo senza fondo e sta lucrando con fondi pubblici.

D’altra parte lo stesso IRB ha pure dei potenziali lati negativi, contestati anche scientificamente, come ad esempio quello della ricerca medica ancora molto basata sulla sperimentazione animale, che poi spesso non può semplicemente venir estrapolata all’uomo. L’uso e la proliferazione poi di batteri, virus, geni, sostanze radioattive e quant’altro, oltretutto all’interno di una zona residenziale, è tutt’altro che privo di rischi e quanto capitato recentemente attorno ad un laboratorio in Inghilterra lo potrebbe dimostrare.
C’è inoltre da chiedersi sulla base di quale valutazione scientifica si è stabilito l’effettivo indotto economico dell’IRB per Bellinzona. Anche se si sono creati diversi posti di lavoro altamente qualificati, sicuramente molto positivi, il presunto indotto economico è infatti ancora tutto da dimostrare. La maggior parte dei collaboratori non è ticinese, non è domiciliata a Bellinzona e quindi non paga nemmeno le imposte e si sa che studenti, praticanti e dottorandi vivono di solito in modo semplice ed alternativo, facendo ad esempio poco uso di strutture alberghiere o della ristorazione. Per attrarre famiglie e quindi nuovi contribuenti sarebbe più opportuno investire le limitate risorse finanziarie a nostra disposizione in ben altro modo.

Quindi per concludere vorrei invitare tutti ad un po’più di prudenza. Da parte nostra non possiamo certo dare quel “chiaro ed inequivocabile sostegno” che chiede il Municipio e voteremo quindi contro questo messaggio.
Luca Buzzi

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