Taglio del faggio e metodi inaccettabili

Creato: Giovedì, 01 Giugno 2006
Nelle scorse settimane, anche sollecitato da diversi cittadini, ho intrapreso tutto quanto era nelle mie possibilità per salvare il maestoso faggio secolare di Via Franscini 4 (oltretutto protetto da vincoli conservativi del Piano regolatore!): dai contatti personali, all’invito ad intervenire alle associazioni protezionistiche come la STAN (le uniche, con i vicini, legalmente legittimate ad opporsi), fino all’interpellanza in Municipio dell’8 maggio.
Dopo che con interventi e pressioni perlomeno discutibili, che hanno portato ad un accordo ridicolo e palliativo, il proprietario era riuscito a far ritirare tutti i ricorsi, avevo contattato i dirigenti della Banca Raiffeisen per sondare l’eventuale possibilità di spostare verso il loro adiacente posteggio la prevista palazzina, in modo da riuscire comunque a salvare la pianta.
Da parte dei dirigenti della Banca avevo ricevuto la massima disponibilità ad esaminare qualsiasi possibile proposta concreta, incluso se necessario quella di un’eventuale vendita di una striscia di terreno che compensasse la loro eventuale perdita degli affitti di una parte dei posteggi.
All’inizio della scorsa settimana ho quindi tempestivamente avvisato di questa possibilità il proprietario arch. Sergio Cattaneo, assicurandogli tra l’altro la mia disponibilità, se necessario, a procedere anche a una raccolta pubblica di fondi per salvare il faggio.
Visti gli impegni (effettivi o solo apparenti?) legati alla settimana corta per la festa infrasettimanale dell’Ascensione, l’architetto, pur esprimendo le sue perplessità, mi ha comunque assicurato che, avrebbe questa settimana perlomeno esaminato le possibili alternative e organizzato se del caso un incontro tra le parti. Nel frattempo ho pure informato di questi passi il Municipio, attraverso il capo dicastero responsabile avv. Gianoni.
Purtroppo, senza più nessuna comunicazione in merito, l’arch. Cattaneo ha oggi proceduto al taglio del faggio.
Sconcertato da quanto accaduto, non posso che deplorare, oltre che la poca sensibilità ecologica e paesaggistica, il mancato rispetto da parte del proprietario della parola data ed i metodi inaccettabili di mettere tutti davanti al fatto compiuto ed al non possibile ritorno. D’altra parte deploro anche l’eccessiva passività dimostrata nella circostanza dal Municipio di Bellinzona, dal quale attendo comunque la risposta alla mia interpellanza.
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