Ostruzionismo e superficialità nel Consiglio comunale di Bellinzona

Creato: Domenica, 28 Novembre 2004
Nelle ultime due sedute tenute dal nuovo Consiglio comunale di Bellinzona ho sempre cercato di intervenire in modo documentato e rigoroso sulla maggior parte degli oggetti. Ho posto nell’interesse generale anche domande precise e di fondo, che secondo noi necessitavano di una risposta puntuale, così che tutti i consiglieri potessero prendere una decisione ponderata. Purtroppo né dal Municipio, né dal Presidente o da colleghi consiglieri ho ricevuto delle risposte. A seguito di una mia precisa rimostranza, il sindaco (come riferito da La Regione) ha affermato che “il Municipio non è né tenuto, né intenzionato a rispondere durante le sedute di Legislativo agli interrogativi di dettaglio avanzati da Luca Buzzi e Nadia Solari”.
Il Municipio non vuole nemmeno difendere i propri Messaggi o non ne ha semplicemente bisogno, visto il tacito consenso della stragrande maggioranza dei consiglieri? A cosa servono allora queste sedute? Sono forse una semplice farsa?
Ammesso e non concesso che a una piccola parte di questi interrogativi il Municipio avesse già dato una risposta ai membri della Commissione, non dovrebbe allora essere il Presidente (per gli aspetti formali) e i relatori delle Commissioni che rispondono ai colleghi, come avviene a livello cantonale e federale?
Quanti dei consiglieri non membri delle commissioni coinvolte (sono ben 32 su 50!) al momento del voto conoscono effettivamente i contenuti dei Messaggi e votano dunque con conoscenza di causa?
I cittadini, che ci hanno eletti e che rappresentiamo, si aspettano da noi impegno e professionalità.
Nel caso del dibattito principale dell’8 novembre sul Centro sportivo ho reso attento i colleghi sui problemi legati ad un unico voto globale su due oggetti sostanzialmente differenti, quali quello di un credito per il risanamento e quello dell’autorizzazione a restare in lite con i progettisti. Infatti il primo oggetto è soggetto a referendum, il secondo invece no.
Purtroppo i pregiudizi nei confronti di quanto viene proposto dal sottoscritto, così come un approccio eccessivamente superficiale, impediscono a molti di prendere in considerazione le mie osservazioni puntuali e costruttive.
Anche l’informazione pubblicata su La Regione (peraltro il quotidiano che ha riferito più compiutamente sui lavori del Consiglio comunale), secondo la quale i rappresentanti di Bellinzona vivibile hanno formulato delle “critiche all’indirizzo di tutti i messaggi all’ordine del giorno” non corrisponde al vero. Infatti sui 6 messaggi esaminati abbiamo votato 3 volte a favore (13 se contiamo tutte le domande di naturalizzazione) e 2 volte contro, mentre ci siamo astenuti sul sesto riguardante la perizia sul crematorio.
In quest’ultimo caso eravamo intenzionati a votare no, ma abbiamo cambiato idea proprio grazie all’unica, anche se parziale, risposta ai nostri interrogativi, fornitaci dal portavoce del Gruppo socialista, Matteo Ferrari.
Questo a dimostrazione dell’importanza delle discussioni durante le sedute e del fatto che si può collaborare nell’interesse della città, anche partendo da posizioni a volte divergenti.
D’altra parte non possiamo però accettare che nella seconda città del Cantone vengano proposte e prese delle decisioni superficiali, formalmente non corrispondenti a leggi e regolamenti, nonostante che avvocati e giuristi siano ampiamente rappresentati nel Municipio, nel Consiglio comunale e nell’Amministrazione.
La risoluzione globale sul Centro sportivo, votata a stragrande maggioranza dal Consiglio comunale e pubblicata all’albo (con l’indicazione errata del diritto di referendum) non è conforme alla LOC.
Dopo lunga e ponderata discussione il Gruppo di Bellinzona vivibile rinuncia questa volta a ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione nell’interesse generale della città. Vogliamo così evitare ulteriori ritardi sia nelle azioni giudiziarie contro i progettisti che nel risanamento dello stabile, ma anche dimostrare la nostra disponibilità ad evitare un clima di eccessiva conflittualità. Ci limitiamo perciò a questa segnalazione pubblica per evitare comunque di essere tacciati in futuro di silenzi conniventi e nella speranza di un prossimo lavoro più costruttivo e professionale nel Consiglio comunale di Bellinzona.
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