Risposta al municipio

Creato: Giovedì, 17 Giugno 2010

Gentile signora, egregi signori municipali,

 

Il Comitato “Salviamo il porfido” ha preso atto con stupore del vostro “desiderio di incontrare i promotori del referendum contro il credito per la sistemazione di Piazza Collegiata / Viale Stazione per verificare la proponibilità di un accordo fra le parti”.

Un eventuale incontro di questo tipo non solo è contrario alle leggi in vigore, ma può essere visto come l’ennesimo tentativo di mettere un bavaglio ai cittadini ed ai loro legittimi diritti, quindi non certo nell’interesse pubblico, ma per puro opportunismo politico.

 

Il Municipio, al momento della preparazione e approvazione del Messaggio era perfettamente al corrente dell’opinione dei cittadini espressa in modo inequivocabile 6 anni fa ed ha voluto ugualmente presentare il progetto, operando una vera e propria provocazione nei loro confronti.

Il tentativo di compromesso operato dal consigliere comunale Luca Buzzi, sia scrivendo direttamente alle Commissioni, che poi con la proposta concreta di rinvio del Messaggio al Municipio formulata nel plenum del Consiglio comunale, è stato bocciato con estrema superficialità dalla grande maggioranza del Consiglio comunale, che ha invece approvato il Messaggio stesso.

A questo momento per fermare questo progetto restano aperte solo due strade: il voto popolare (attraverso la raccolta di firme per il referendum) e/o un ricorso al Consiglio di Stato.

 

Un’eventuale sospensione della raccolta delle firme (non esiste infatti la possibilità di ritiro di un referendum dopo la sua consegna, come invece capita per le iniziative) o la rinuncia a presentare ricorso entro i termini previsti dalla legge, obbligherebbe il Municipio (organo esecutivo) ad eseguire pedissequamente la decisione del Consiglio comunale appena la stessa sia cresciuta in giudicato.

D’altra parte un’eventuale revoca di una decisione del Consiglio comunale potrebbe essere adottata solo per validi motivi (che comunque in questo caso certamente non esistono, visto che tutti erano ampiamente a conoscenza dei contenuti e delle possibili conseguenze della loro decisione) e prima che la stessa sia cresciuta in giudicato, quindi entro il termine referendario del 15 luglio. Solo la riuscita del referendum potrebbe eventualmente procrastinare questo termine.

Meraviglia quindi che il Municipio (dove siedono ben tre giuristi, sostenuti da diversi funzionari con questa formazione) non sappia queste cose e denoti una volta di più improvvisazione e poca professionalità.

 

Per i motivi elencati il Comitato “Salviamo il porfido” non può dar seguito al vostro invito e continuerà la raccolta attiva delle firme per una rapida consegna delle stesse, per permettere ai cittadini di Bellinzona di potersi ripronunciare in merito a questa sistemazione del Centro storico.

D’altra parte il Comitato invita il Municipio a dimostrare più tempestivamente in futuro un’effettiva disponibilità al dialogo e ad una maggiore considerazione dell’opinione dei cittadini.

Cordiali saluti.

Per il Comitato “Salviamo il porfido” all’unanimità:                                          Luca Buzzi

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