Tutto OK per la “Nuova Bellinzona”?

Creato: Lunedì, 04 Maggio 2015

Recentemente qualcuno ha scritto che nella martellante campagna per la “Nuova Bellinzona” mancano le voci critiche. Finora l’unico spazio istituzionale dove a Bellinzona ci si è potuti esprimere è stato il Consiglio comunale (CC) del  14 ottobre 2013 quando si è votato sui crediti per il progetto. Ma poca o nessuna eco nei media ha avuto il mio intervento critico (vedi Interventi in CC), come capita purtroppo regolarmente (ad esempio negli articoli sul CC di lunedì 27 aprile 2015 non c’era traccia né del mio intervento, né del mio voto).
Come faccia, ad esempio, Matteo Caratti nel suo editoriale su LaRegione del 23 marzo a definire quello della “grande Lugano” un “progetto aggregativo urbano riuscito” è difficile da capire, quando i problemi sembrano proprio “sotto gli occhi” di tutti. I potenti e ricchi feudi partitici e/o regno della speculazione immobiliare di Massagno e Paradiso non ne fanno parte, nonostante siano di fatto inseriti nel tessuto urbano, mentre i villaggi “poveri” e periferici, tutt’altro che urbani, sono rimasti abbagliati dalle promesse poi non mantenute, e c’è già chi pensa addirittura come uscirne.

La principale conseguenza negativa di una grande aggregazione come quella proposta è sicuramente la perdita della partecipazione dei cittadini e quindi una loro ulteriore perdita di interesse per la politica e la cosa pubblica. Lo stesso Eros Ratti, recentemente scomparso e che ricordo per il suo encomiabile e pluridecennale impegno per i comuni, lo aveva più volte affermato.
Per limitarmi ad un esempio concreto segnalo  la nuova sistemazione della parte bassa del Viale della Stazione, che sta ricevendo molti consensi. La stessa è stata però ottenuta solo perché abbiamo lanciato un referendum, raccolto le 1'700 firme necessarie e vinto la votazione popolare. Nell’ipotetica “Nuova Bellinzona” ciò non sarebbe stato possibile, poiché le firme da raccogliere sarebbero state più del doppio e i cittadini ad esempio di Claro, Camorino o Sementina non avrebbero certamente avuto lo stesso interesse per il mantenimento di una particolarità della nostra città.
D’altra parte proprio l’esperienza di Lugano dimostra poi che le Commissioni di quartiere non hanno più nessun peso, nemmeno consultivo, e che altre promesse, come quelle del mantenimento di tutti i collaboratori e del proseguimento di progetti già iniziati, saranno ben difficili da mantenere.
Comunque i soli aspetti finanziari non fanno certo la felicità ed il benessere dei cittadini. Basterebbe ricordare dove la cieca sottomissione alla finanza sta portando il Mondo.
Spero quindi che entro il 18 ottobre sarà possibile sviluppare un dibattito aperto e democratico sul progetto, non basato unicamente sul moltiplicatore.
Luca Buzzi, consigliere comunale di Bellinzona Vivibile

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