Istanza d’intervento al consiglio di stato

Creato: Domenica, 23 Dicembre 2012
Istanza d’intervento contro il Municipio di Bellinzona per inosservanza della Legge edilizia

Gentile signora, egregi signori,

Da alcuni anni si susseguono importanti lavori di ristrutturazione dell’edificio ex-Gallera in Via Vela 5 a Bellinzona. Tra questi vale la pena di segnalare il rifacimento completo del tetto con sistemazione completa del piano sottotetto per una sua possibile utilizzazione (non prevista in precedenza), vari cambiamenti di destinazione (da abitazioni in uffici, magazzini e laboratori, da studio di estetica in camere per dipendenti, da bottega di sartoria in uffici e poi da uffici e laboratorio di decorazioni in laboratori di ricerca, solo per citare i principali, oltretutto senza possibilità di essere completamente precisi ed esaustivi vista la poca trasparenza dimostrata in questi anni e coperta dal Municipio.
Da notare inoltre che gli importanti cambiamenti di destinazione non hanno comportato solo rifacimenti interni, ma anche modifiche sostanziali delle facciate dell’edificio per la muratura di porte e porte-finestre, e l’apertura di nuove finestre.
Purtroppo in questi anni non è mai stata pubblicata all’albo comunale nessuna domanda di costruzione, nemmeno nella forma della notifica.

A più riprese ho interpellato il Municipio e l’ufficio delle licenze edilizie, senza però mai ricevere risposte soddisfacenti.
A seguito degli ulteriori lavori ho inoltrato l’11 novembre una nuova interpellanza al Municipio con domande anche su un altro oggetto, ma nella seconda parte incentrate su questo edificio (vedi allegato 1).
Come si può dedurre dall’estratto del verbale della seduta del 19 novembre del Consiglio comunale, recapitatomi solo lunedì 10 dicembre (vedi allegato 2), il Municipio ha risposto in modo evasivo e parziale alle mie domande, riferendosi inoltre solo agli ultimi lavori eseguiti nell’edificio.
In particolare ha asserito che la mancata pubblicazione all’albo è stata fatta in applicazione dell’art. 12 cpv. 3 della Legge edilizia.
Innanzitutto l’articolo è applicabile solo alle notifiche e dimostra l’estrema incoerenza del Municipio perché, seguendo il suo ragionamento, la stragrande maggioranza delle notifiche che vengono regolarmente da lui pubblicate all’albo comunale non dovrebbero esserlo e comportano invece un’evidente disuguaglianza di trattamento.
Ma poi, ciò che è ancora più importante, nel caso in esame si tratta di opere per le quali non è applicabile la procedura della notifica, come chiaramente si può dedurre dall’art. 11 della stessa legge.

D’altra parte, come parzialmente ammesso anche dal Municipio, l’edificio in oggetto non rispetta praticamente nessuna norma di quelle previste dal PR per quella zona (art.50 NAPR, comparto speciale di Via Vela). In particolare non c’è nemmeno un mq di arredo verde (cpv. 1), non raggiunge il 50% della SUL destinata ad abitazione (cpv. 2.1), manca in gran parte degli elementi delimitanti lo spazio pubblico (cpv. 2.2), ha accessi alla proprietà fuori norma (cpv. 2.3) ed ha la totalità della superficie pavimentata in duro, contrariamente al massimo del 30% previsto dalla norma (cpv. 2.4).
Inoltre solo una minima parte dei 35 posteggi presenti sul sedime (che in parte invadono anche il marciapiede pubblico!), sono conformi all’art. 53 NAPR e al Regolamento canonale dei posteggi privati.
Al proposito il Municipio non ha finora (neanche dopo un mese) risposto alla mia precisa domanda sul numero effettivamente autorizzabile.

Solo in parte la situazione risale a molti anni addietro, comunque già allora non conforme alle normative in vigore e non so se quindi autorizzata, mentre ad esempio i cambiamenti di destinazione e le altre opere sopra menzionate sono riconducibili ad interventi recenti.
D’altra parte il fatto di minimizzare l’entità degli interventi e la non pubblicazione all’albo degli stessi, ha permesso finora al Municipio di evitare di dover far rispettare almeno le principali norme in vigore, affermando, nella risposta all’interpellanza, che non sarebbe proporzionale farlo.

Tra l’altro, seguendo questa procedura illegale, il Municipio ha probabilmente evitato di sottoporre i vari interventi all’Ufficio delle licenze edilizie del Cantone, ed al suo possibile controllo.

Approfitto dell’istanza e del fatto che nella mia interpellanza chiedevo lumi anche sulla licenza di costruzione rilasciata per la palazzina all’angolo tra Via d’Alberti e via P. da Marliano per chiedere se il Consiglio di Stato ritiene “minimo dettaglio non desumibile dai piani in scala 1:100/1:200 presentati con la domanda di costruzione” i parapetti e in particolare le tende che coprono completamente le quattro facciate e potrebbero oscurare tutto l’edificio, modificandone sostanzialmente l’aspetto (vedi foto allegata all’interpellanza)
Se non erano previste con la domanda, non dovrebbe intervenire il Municipio per farle rimuovere od esigere almeno l’inoltro di una domanda in sanatoria di variante?
Inoltre, al di là degli asettici articoli citati dal Municipio, mi interesserebbe sapere quali sono le competenze dell’Ufficio natura e paesaggio e relativa Commissione cantonale e qual é stato il loro rapporto sulla palazzina in questione.

Sulla base di quanto esposto, oltre alle risposte alle ultime domande puntuali, chiedo quindi al Consiglio di Stato, quale autorità di vigilanza sui comuni, di verificare il comportamento del Municipio di Bellinzona e, se del caso di intervenire per far rispettare lo stato di diritto, in particolare nell’ambito delle licenze edilizie. Visite: 1717