Tutto OK per la “Nuova Bellinzona”?

Creato: Lunedì, 04 Maggio 2015

Recentemente qualcuno ha scritto che nella martellante campagna per la “Nuova Bellinzona” mancano le voci critiche. Finora l’unico spazio istituzionale dove a Bellinzona ci si è potuti esprimere è stato il Consiglio comunale (CC) del  14 ottobre 2013 quando si è votato sui crediti per il progetto. Ma poca o nessuna eco nei media ha avuto il mio intervento critico (vedi Interventi in CC), come capita purtroppo regolarmente (ad esempio negli articoli sul CC di lunedì 27 aprile 2015 non c’era traccia né del mio intervento, né del mio voto).
Come faccia, ad esempio, Matteo Caratti nel suo editoriale su LaRegione del 23 marzo a definire quello della “grande Lugano” un “progetto aggregativo urbano riuscito” è difficile da capire, quando i problemi sembrano proprio “sotto gli occhi” di tutti. I potenti e ricchi feudi partitici e/o regno della speculazione immobiliare di Massagno e Paradiso non ne fanno parte, nonostante siano di fatto inseriti nel tessuto urbano, mentre i villaggi “poveri” e periferici, tutt’altro che urbani, sono rimasti abbagliati dalle promesse poi non mantenute, e c’è già chi pensa addirittura come uscirne.

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Spazio ai pedoni ed alla mobilità lenta in centro città

Creato: Mercoledì, 24 Settembre 2014

Questa mattina, sabato 20 settembre dalle 10.30, una settantina di persone (tra cui molti bambini accompagnati dai loro genitori) hanno partecipato alla simbolica azione dimostrativa organizzata da Bellinzona Vivibile in Piazza Simen a Bellinzona, per attirare l’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica in particolare sul problema dei percorsi pedonali e sulle difficoltà degli attraversamenti stradali.
Da una parte, nonostante i reclami e le frequenti segnalazioni che gli vengono fatte da anni, tra cui un’analoga manifestazione ed un’interpellanza in Consiglio comunale già nel 2012, il Municipio continua a regolare i semafori in modo assolutamente penalizzante per i pedoni.

Anche quando viene schiacciato il relativo pulsante, il verde per i pedoni viene inserito generalmente solo ogni 2 (a volte addirittura 3) giri completi dei semafori per le automobili e la sua durata è di pochissimi secondi, passando subito al giallo e creando panico e difficoltà insuperabili negli utenti più bisognosi (anziani, invalidi e bambini). Oltretutto il semaforo giallo lampeggiante per le automobili che svoltano a destra, che dovrebbe invitarli a dare la precedenza ai pedoni, non viene spesso rispettato e crea ulteriore insicurezza nei pedoni.
Dall’altra parte il Municipio ha soppresso recentemente diversi passaggi pedonali, ad esempio proprio in viale Portone (dove oramai rimane solo quello all’altezza della fermata del bus), e non ha ancora smussato in modo soddisfacente tutti i bordi dei marciapiedi in corrispondenza dei passaggi pedonali, creando ulteriori difficoltà alle carrozzelle.
L’introduzione di alcuni “percorsi protetti o facilitati” non ha per nulla migliorato la situazione generale nemmeno in quei pochi posti dove è segnalato. Inoltre non si può certo pretendere che i pedoni debbano allungare di diverse centinaia di metri il proprio percorso, perché le strade, la segnaletica ed i semafori sono fatti solo a misura d’automobile.

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Referendum contro la variante di PR del comparto di Via Tatti

Creato: Domenica, 10 Novembre 2013
4 argomenti per opporsi all’urbanizzazione di Via Tatti e firmare e far firmare il Referendum lanciato dai Verdi (vedi comunicato e formulario raccolta firme).

Aumento delle zone edificabili
Oggi la pianificazione delle zone in esame è sospesa e grazie a questo fatto la zona è rimasta ancora verde e fondamentalmente utilizzata a scopo agricolo, analogamente a quella molto più ampia di Pratocarasso, la cui pianificazione è stata bocciata in votazione popolare 3 anni fa.
Già in quell’occasione e a più riprese anche in seguito avevamo espresso coerentemente la convinzione di principio di opporsi a qualsiasi trasformazione di zone di fatto agricole in zone edificabili, anche perché oggi a Bellinzona abbiamo ancora numerose zone edificabili già pianificate e non ancora edificate.
Queste trasformazioni erano già rimesse in questione dalla scheda No. 7 del Piano direttore.
Dal 3 marzo scorso questo principio è supportato anche dall’esito della votazione federale sulla pianificazione del territorio, che ha stabilito chiaramente che le zone edificabili sovradimensionate devono essere ridotte e ritengo che anche Bellinzona debba da subito adeguarsi alla volontà popolare, senza scappatoie o sotterfugi, anche se manca ancora l’ordinanza di applicazione attualmente in consultazione.

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