Sistemazione di viale Stazione

Creato: Lunedì, 31 Maggio 2010

Seduta CC del 31.05.2010: MMN 3485

Alcune settimane fa avevo inviato ai membri della Commissione della Gestione e della Commissione edilizia brevi osservazioni su questo messaggio, sperando ancora che ne tenessero conto. Invece constato ancora una volta che l’invito della Commissione della gestione a renderla tempestivamente partecipe delle mie considerazioni sui principali messaggi, erano semplici parole al vento.


Comincio dalla Piazza Collegiata: sono passati appena 6 anni da quando la popolazione ha nettamente bocciato con il 75% dei voti (quindi 3 cittadini su 4) la precedente proposta di sistemazione, non molto diversa, ma comunque migliore (uscita vincitrice da un concorso di idee e che prevedeva lastre levigate di granito invece dei cubotti grezzi) e addirittura meno costosa di quella odierna.
Tra le argomentazioni di allora (tuttora valide, ma sembra dimenticate anche da alcuni PPD che avevano promosso il Referendum), oltre all’inutile spreco di denaro pubblico, c’era la volontà di preservare il porfido rosso che offre un giusto contrasto cromatico con la Collegiata, con gli altri edifici storici della Piazza e con il granito dei marciapiedi.
Allora i referendisti sottolineavano tra l’altro come “l’ambiente è piacevole, la piazza è vivibile e i bellissimi edifici che l’attorniano si inseriscono in modo armonioso. La piazza è idonea per uno spazio pedonalizzato”.
Come può oggi la Commissione della Gestione scrivere che “il Municipio dopo la bocciatura del 2003 si è orientato nella direzione voluta dal popolo”?
Accettare oggi questo progetto, non solo significherebbe il non rispetto della volontà popolare, ma addirittura si tratterebbe di una vera e propria provocazione nei confronti dei cittadini.
Cari colleghi, qualcuno si è forse dimenticato che siamo qui a rappresentare i cittadini e non altri interessi,  personali, partitici o clientelari che siano?
Per il loro rispetto spero veramente ancora che molti di voi appoggeranno le mie proposte.

Passando ora alla parte bassa del Viale della Stazione, concordo invece che un intervento s’impone, sia per marcare la sua pedonalizzazione, sia perché da anni vengono fatti solo dei rappezzi e specialmente il marciapiede lato sud-est è in uno stato disastrato e pericoloso.
Non capisco però perché si debba sostituire con notevoli maggiori costi l’attuale apprezzato porfido rosso con i cubotti grezzi di granito grigio, che sono brutti, freddi, più difficilmente percorribili a piedi (non solo alle donne con i tacchi), in bicicletta o con carrozzelle. Gli stessi sono inoltre più sporchevoli come si può constatare nei posti dove sono stati posati solo da pochi anni.
Con questa proposta verrebbe anche compromessa l’unitarietà del Viale della Stazione (che si vorrebbe invece mantenere, completando l’alberatura) e la continuità con Largo Elvezia, sistemato molto bene ancora con porfido rosso che, ripeto, è molto più bello e caldo e fa il giusto contrasto con le lastre di granito dei marciapiedi.
Inoltre questa scelta contraddice il Piano regolatore particolareggiato del Centro storico che prevede l’utilizzo dei dadi di porfido per la parte centrale del Viale.
Anche mantenendo il porfido rosso, lo stacco tra la zona pedonale della parte bassa del Viale e quella veicolare della parte alta verrebbe comunque marcato sia dall’eliminazione dei dislivelli tra i marciapiedi e la parte centrale del viale, che dagli spazi arredati che penetrano nel centro della carreggiata.
Vorrei infine ricordare che per l’alberatura avevo segnalato già all’inizio del 2009 al Municipio che la Fondazione per il paesaggio aveva lanciato un’azione con la quale contribuiva l’anno scorso fino al 75% della spesa per l’acquisto, la messa a dimora, la manutenzione e la cura degli alberi durante i primi tre anni.
Il Municipio ha purtroppo rinunciato all’offerta sostenendo che la messa a dimora degli alberi poteva avvenire solo ad opera ultimata. Non ritengo che ciò sia corretto visto che la posizione degli alberi con un interasse di 15 m era già prestabilito e condizionato dalla continuità con il resto del Viale. Inoltre, se effettivamente necessario, il Municipio avrebbe potuto chiedere alla Fondazione un prolungamento dei termini, vista la fase avanzata di progettazione dell’opera. Si è così persa l’occasione di ridurre ulteriormente i costi.
 
Vengo infine al Vicolo Torre, lo stesso è stato sistemato solo da un paio d’anni, addirittura con uno strato supplementare di asfalto per evitare un’usura precoce ed eventuali cedimenti, visto il passaggio di camion della ditta Manor e mi sembra un vero spreco di denaro pubblico intervenire ora rifacendo il tutto dopo così poco tempo, oltretutto in un momento di difficoltà finanziarie. Ci sono sicuramente altre priorità per investire i quasi 400'000 franchi previsti per questa sistemazione. Inoltre le piode previste qui dovrebbero essere le stesse dei marciapiedi e quindi probabilmente non sopporterebbero il passaggio dei camion.

Per concludere e sulla base delle considerazioni precedenti propongo in via prioritaria il rinvio del Messaggio al Municipio con l’invito a ripresentarlo con la sola proposta di sistemazione della parte bassa del Viale della Stazione, che preveda il mantenimento del porfido rosso.
Mi sembra una proposta ragionevole nell’interesse della città, che potrebbe venir accolta per evitare che ancora una volta tutto venga annullato da eventuali referendum o ricorsi.

In via subordinata, se la proposta non verrà accolta, proporrò eventuali emendamenti al dispositivo di voto o se necessario mi opporrò al complesso del Messaggio.

Luca Buzzi

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