Piano del paesaggio

Creato: Lunedì, 03 Marzo 2008

Seduta del CC del 3.03.08 : MMN 3222 Varianti di PR

Il documento in discussione avrà un’importanza ed effetti per alcuni decenni e quindi merita un’attenzione particolare ed il tempo necessario. Ammetto che globalmente nel Messaggio ci sino anche aspetti positivi e comunque rilevanti, ma parecchie sono le cose da puntualizzare criticamente.
Molte le avevo già formulate con lettera al Municipio in data 19 aprile 2007. Purtroppo come al solito e contrariamente a quanto afferma il Messaggio stesso, non sono state per nulla prese in considerazione ed integrate nel progetto.


Innanzitutto non è vero che “si è proceduto ad una risoluzione delle incongruenze e delle sovrapposizioni tra zone di protezione naturalistica e altre utilizzazioni del territorio”, o lo si è fatto solo in parte ed a senso unico. In particolare per quello che riguarda alberi protetti e parchi sono ancora spesso inseriti in zone edificabili con indici che in caso di costruzione non permettono di salvare le piante.
Mentre dall’elenco degli alberi protetti sono state tolte numerose piante giustificandolo come “frutto di una scelta ponderata con i tecnici che hanno eseguito il rilievo” e “in quanto in conflitto con le potenzialità edificatorie”.
Preoccupante è che il rilievo alla base delle scelte è già stato fatto in modo sommario e superficiale. Ad esempio lo stato di salute della pianta prevedeva solo due possibilità (0 o 1), che non possono certo descriverlo compiutamente, ed oltretutto questa valutazione è stata ancora mediata con altre due particolarità estetiche, che alla fine davano globalmente o 0 o 1 punto! Potete rendervi conto con che poca serietà e professionalità è stato fatto questo lavoro.
E poi ad esempio non figurano né come alberi, né come parco tutti gli alberi attorno allo stadio comunale e alle altre infrastrutture sportive (dal campo C a quelli della Gerretta e delle Semine), che recentemente hanno subito ingiustificati abbattimenti o tagli brutali, i cedri e le altre piante del parco della Villa Antognini e di Villa Nizzola (recentemente illegalmente abbattuti salvo uno tuttora minacciato), il platano di piazza del Sole, ma anche molti altri alberi sicuramente degni di protezione.
Quindi chiedo che almeno gli ultimi due siano inseriti come alberi protetti.

Anche nei parchi mancano in particolare:
Piazza Simen: l’aspetto tipico della Piazza è dato dall’insieme dei platani e non solo dalle singole piante. Nella stessa sono presenti anche due faggi (non menzionati da nessuna parte) e i due nuovi filari di piante lungo lo stabilimento Migros ne fanno oramai parte integrante. Gli stessi non essendo la zona più considerata come strada, non figurano nemmeno nell’arredo delle strade del piano del traffico.
Bagno pubblico: compresa la zona esterna su Via Mirasole, dove tra l’altro negli anni scorsi sono stati tagliati alcuni alberi senza nessun motivo. Da notare che nessuna pianta del bagno pubblico è nemmeno menzionata come albero singolo degno di protezione.
Parco dell’ex-ginnasio: comprendente anche il filare di tigli lungo Via Lavizzari, ma anche altre piante pregiate che sono state salvate solo grazie ai ripetuti interventi e ricorsi di cittadini. Questo parco dovrebbe essere unito a quello protetto del Grottino ticinese, visto che ne rappresenta la propaggine naturale.
Quindi chiedo ufficialmente che almeno queste tre entità siano inserite come parchi.

Infine la normativa dell’art. 32 “Per la protezione degli alberi singoli e dei parchi” è troppo minimalista e permissiva ed al proposito proporrò degli emendamenti al momento della sua approvazione per garantire l’effettiva salvaguardia di un patrimonio che purtroppo stiamo dilapidando in pochi anni.

Nell’ambito dei punti di vista panoramici, art. 33, proporrò un’aggiunta visto che inspiegabilmente non figurano i due punti che s’incontrano in Via Sasso Corbaro da dove la vista spazia su tutto il Piano di Magadino fino al lago Maggiore.


Passando ai beni culturali (art. 34) lascia perlomeno perplessi il nuovo inserimento di alcuni edifici “moderni”, come ad esempio quello della Società Bancaria Ticinese che, fin dalla sua costruzione e tutt’oggi rappresenta un vero sfregio nello stile degli altri palazzi di Piazza Collegiata che lo attorniano e che non sono inseriti quali beni culturali, nonostante il loro pregio.

Nei perimetri di rispetto relativi ai beni culturali (art. 35 NAPR) non figura esplicitamente indicata la Chiesa di S. Giovanni, mentre figura ad esempio quella di S. Rocco: è forse più importante?

Almeno altri due temi importanti necessitano di attenzione:
Riguardo l’estensione delle zone edificabili in collina, non si può che condividere il parere del Consiglio di Stato che invita ad inserire la zona collinare di Daro – Artore nella zona agricola. Ancora l’altro giorno nel corso della presentazione del nuovo piano direttore cantonale, persino l’on. Borradori (certamente non sulle posizioni del sottoscritto) ha sottolineato come i PR nati negli anni 80 sono legati a prospettive sbagliate e sono tutti sovradimensionati. Oggi, sono sempre parole dell’on. Borradori, si deve avere il coraggio di ridurre e concentrare le zone edificabili (ev. aumentandone gli indici) per salvaguardare degli spazi vuoti e verdi. È quindi per principio assurdo proporre l’apertura di nuove zone edificabili.
Nel caso specifico poi non si capisce perché la città dovrebbe assumersi degli oneri di compensazione finanziari e di terreno, quando il passaggio da zona agricola a zona edificabile andrà a beneficio esclusivo dei diretti proprietari dei terreni. Ritroviamo la speculazione edilizia emersa con il recente caso nel quale il Consiglio comunale ha accettato la proposta del Municipio di espropriare oltre 4000 mq di terreno a fr. 30.- il metro per poi trasformarlo in zona edificabile.
Perlomeno se si vuole essere credibili bisognerebbe fare proposte di compensazione coraggiose non ipotizzando il passaggio a zona agricola della Saleggina, dove invece lontano dal Centro potrebbero trovare posto Istituti e Centri di ricerca, bensì il passaggio a zona verde ad esempio dell’Ex-Campo militare.
Ma evidentemente si sa che alberi e prati non rendono!
Così come presentato propongo quindi lo stralcio di questo paragrafo.

Altrettanto se non ancora più sconcertante è il punto seguente legato alla Strada forestale di Carasso, sulla quale cercherò di essere molto sintetico, anche se sarebbe necessario un’intera seduta per un esame serio di questo oggetto.
Innanzitutto è deplorevole oltre che probabilmente giuridicamente scorretto, il fatto che venga inserita di soppiatto nell’ambito del Piano del Paesaggio quando invece dovrebbe trovare il posto nel Piano del traffico.
La strada viene giustificata d’interesse forestale, quando si sa che giuridicamente ciò può essere fatto solo con un piano di gestione delle foreste allacciate, totalmente mancante.
Si tenta poi di far finanziare con risorse pubbliche un’opera che soddisfa principalmente l’interesse privato dell’accesso alle cascine.
La sua realizzazione saboterebbe definitivamente l’interesse per la funivia che rappresenta invece degli indubbi vantaggi ecologici e turistici per tutta la città.
Il Municipio ha già il 26.10.07 rilasciato una licenza edilizia per la costruzione della strada senza attendere l’esito della pianificazione, prendendo per i fondelli questo Consiglio comunale, messo di fronte al fatto compiuto, oltre che stravolgere gli iter giuridici previsti dalle leggi.
L’unica soluzione in questo momento per mantenere la serietà e credibilità di questo Consiglio comunale ed evitare ricorsi e referendum è di stralciare questo punto dal Piano del paesaggio.

Infine un’ultimissima osservazione sui campeggi, dei quali non c’è più nessun accenno. Sappiamo che la zona di Molinazzo ha cambiato destinazione, ma non mi risulta che si sia trovata una destinazione alternativa. Non sarebbe nell’interesse di Bellinzona e del suo turismo di possedere un campeggio? Proprio in questi giorni è stata inoltrata una mozione su un parcheggio per camper che potrebbe benissimo andare insieme.

Luca Buzzi

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